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Another Brick In The World

Il nostro mondo, quello della comunità geek/nerd, è composto da tantissime, splendide sfaccettature; fumetti, videogames, romanzi,  cinecomics, mostre mercato, hi-tech, cosplay, collezionismo di memorabilia, fiere ludiche, insomma abbiamo a disposizione una inter gamma di colore davanti a noi. Colore, appunto, pensate a come sarebbe la nostra vita senza poterlo percepire. Nel mondo ci sono circa 253 milioni di persone cieche o ipovedenti (stime 2019 OMS) e in una società multiculturale come la nostra, che spesso si batte e impegna per l’integrazione, c’è la possibilità di rendere partecipi del nostro stesso sogno e in maniera duratura, queste persone? La risposta affermativa e bellissima ce la da LEGO: nascono, infatti, i Lego Braille Bricks kit in fase di test dallo scorso aprile e che verranno lanciati worldwide entro la fine del 2020. Questi set tematici (per nazionalità linguistica) uniranno la tecnica Braille, che da molto tempo consente ai non vedenti di leggere, con il gioco delle costruzioni, che attira appassionati di tutto il mondo.

(il video di lancio del prodotto)

Il progetto, nato nel 2011 e diventato concreto dal 2016 grazie all’interazione di diverse Fondazioni/Associazioni di Danimarca, Brasile, Regno Unito e Norvegia, sta raggiungendo una portata sociale importantissima. Ogni kit avrà completa compatibilità con qualsiasi pezzo lego mai creato e al tempo stesso si fregerà di nuove funzionalità; il singolo mattoncino avrà in rilievo i famosi puntini 3D in numero e disposizione diversa, ogni pezzo sarà in pratica una lettera Braille e il lettore potrà costruire con essi il proprio testo. Inoltre, stampato su ogni componente, ci sarà una lettera, per permettere così l’avverarsi dell’obbiettivo principe di questo progetto, ossia L’INCLUSIONE! Questo sistema consentirà infatti l’interazione diretta e immediata di persone che magari si incontrano per la prima volta tra loro e desiderano oltrepassare il limite ipovisivo ma anche culturale della conoscenza del linguaggio Braille, in maniera ludica, divertente e dalle infinite potenzialità. L’utilizzo di tale gioco inoltre avrà un vero e proprio ruolo terapeutico perché contribuirà all’accrescimento dell’autostima, oltre che della curiosità verso nuovi apprendimenti e quindi dell’indipendenza del fruitore con disabilità. E la frase che ha sancito l’annuncio di questo straordinario prodotto vale già l’emozionata attesa di giocare con questi set.

“I bambini ciechi e ipovedenti hanno sogni e aspirazioni per il loro futuro come i bambini vedenti”, John Goodwin, CEO della Fondazione Lego”.

Il papà di JoJo a Lucca Comics 2019

È la prima volta in assoluto che il Maestro accetta di presenziare a una convention estera, e questo rende la sua partecipazione a Lucca Comics & Games un appuntamento davvero unico. La passione e l’immenso affetto che i fan del nostro Paese gli tributano ormai da decenni troveranno finalmente coronamento i prossimi 30 e 31 ottobre, giorni in cui Araki-sensei sarà a Lucca e si presenterà al pubblico intervenuto per incontrarlo finalmente dal vivo; il Maestro non parteciperà a sessioni d’autografi, ma prossimamente saranno resi noti ulteriori dettagli sulle attività che lo vedranno protagonista.

Fumetto: Ananke – I Piaceri del Male di Marco De Rosa

Fumetto – Ananke – Soggetto Marco De Rosa, Disegni Giuseppe Candita, Sofia Terzo, Paolo Antiga, Antonella Di Muro

ananke

Soggetto e sceneggiatura di Marco De Rosa. 

Disegni di Giuseppe Candita, Paolo Antiga, Antonella di Muro, Sofia Terzo.Lettering e grafica di Lara Bartoli. 

In principio siamo tele bianche dentro una cornice. Veniamo al mondo immacolati ed incorrotti, provvisti di una verginità fisica e morale destinata a intorbidirsi in ogni caso. Lo spazio di questo inquinamento è soggettivo, risponde a una misurazione interna che stima due grandezze: il dolore e la sua controproposta. Il modo in cui ci ribelliamo al primo determina il volume del nostro inquinamento, il grado di separazione interna per via del quale, a un certo punto, diventiamo una cosa oppure un’altra.

La pendenza di questo ago di bilancia intimo, privato, viene dal senso di giustizia a cui il cuore ci richiama. Al momento della nascita l’ago è fermo, immobile come lo stelo di una rosa in un campo senza vento. Vivendo comincia lentamente ad oscillare, e questa oscillazione si fa più forte quanto maggiore è la turbolenza che lo investe. Perché l’ago torni allo stato di quiete, alla condizione di equilibrio, il cuore deve recuperare ciò che gli hanno tolto. Può farlo a mezzo di molte soluzioni. Può delegare al tempo, per esempio, che si dice sappia far di conto e perciò chiudere in pareggio.

Può insorgere esercitando la sua vendetta personale, impartendo castighi e punizioni lì dove il cielo non riesce e perciò tarda ad arrivare. Oppure, può consegnarsi alla sorte, al destino che cala sugli uomini come la carezza di una madre benevola o la lama di falce inclemente che non conosce perdono.  

Si racconta che la vita sia un filo avvolto intorno a un fuso con una lunghezza stabilita a monte dalle Parche, e una amputazione decisa al momento del passato senza inizio. Srotolandosi, ogni filo incontra un altro filo, e poi un altro e un altro ancora. Ciascuna vita preserva l’unicità con cui è stata concepita ma, intrecciandosi alle altre, tesse la trama e l’ordito di un progetto più grande, che confonde i dettagli e cela l’epilogo. Si muove allora come guidata da una mano invisibile che sta al di sopra di tutto: fu Ananke, per gli antichi, legge di natura neutra e insopprimibile.

Ananke non è buona né cattiva, è la fatalità che accade per come accade, la necessità ultima e regina a cui nessuno può fuggire.

Antonia Storace

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